Trekking itinerario 4
Monte Piana ( mt. 2.205 )
- Segue Via ferrata al Monte Piano mt. 2.305 del 02/07/03 -

di Cristian Voltarel
E-Mail: cristianv@alfa.it

Le pagine sono ottimizzate per una risoluzione di 800 x 600 .
Cliccando su alcune foto si puo' avere un' ingrandimento.

Il gruppo e' formato da 3 persone:
Lucio Marhesan (la guida),  Teddy Buciol e Cristian Voltarel
- Novenbre 1999 -



Sentiero molto semplice, d'estate si puo' arrivarre con la macchina, in questo periodo invece la strada e' tutta ghiacciata quindi 2 ore circa di salita. Temperatura circa -1 C° proseguiamo fino ad arrivare al rifugio. Tutto sommato il tempo e' soleggiato e non fa freddo considerato che la temperatura sta scendendo man mano che ci avviciniamo al rifugio. 
Qui siamo intorno i -8 C° ma non si sente molto il fretto, il peggio e' che c'e' abbastanza vento, comunque ci mettiamo sottovento per riposarci e per pranzare.Il nostro obbiettivo è quello di attraversare il Monte Piana attraverso la Via Attrezzata ma appena arriviamo all'inizio ci accorgiamo che è troppo pericoloso a causa della neve, in alcuni punti anche 30 cm. Proseguiamo un po' avanti per vedere com'è ma a 
volte non si capisce bene dove si mettono i piedi così rinunciamo. (vedi foto sopra la freccia indica il tratto di sentiero appena fatto, non per niente ma se si scivola si arriva direttamente a valle !!!).
Così decidiamo di cambiare sentiero e di andare verso le trincee della 1° Guerra Mondiale che sono a qualche centinaio di metri da noi.


Questo è un museo all'aperto, infatti su tutto il piano ci sono trincee e gallerie di collegamento tra trincee. E' un vero peccato che ci sia tutta questa neve, comunque entriamo su qualche trincea anche se in alcuni tratti la neve ci arriva alla coscia comunque vale la pena. 

 

 

Via Ferrata al Monte Piano del 02/07/03

Dopo quasi 4 anni ho deciso di tornarci, ma questa volta d'estate per poter completare il giro del sentiero di guerra attraverso la via ferrata sul Monte Piano, per ammirare con più calma e in tutta la sua bellezza il panorama cha circonda questo fantastico posto.
Siamo partiti io e Federico Cinganotto per visitare il Museo di Guerra all'aperto del Monte Piana, ma questa volta altro che salita a piedi, d'estate ci sono le jeep navetta che ti portano al Rif. A. Bosi in 15 min. e senza far fatica (basta pagare). Una volta al rifugio ci soffermiamo qualche minuto per ammirare il panorama che dal temporale della notte passata ha cancellato quel velo di foschia lasciandolo limpido e luminoso.
Prendiamo il sentiero 6a lasciando la stradina turistica sulla destra, poco dopo arriviamo già al primo tratto di fune (foto 1) ma è talmente semplice e corto che non usiamo nessuna assicurazione. Proseguima quindi per il sentiero dove arriviamo al secondo tratto della prima parte ferrata ma anche questo tratto è semplice e non ci assicuriamo (foto 2 e 3). Ovviamente questo tratto di sentiero si può saltare seguendo la stradina iniziale, anzi, è da evitare per persone non abituate ai sentieri di montagna e a chi sofre di vertigini, infatti anche se le foto non rendono molto, qualche tratto è leggermente esposto.  Dopo circa mezz'ora si arriva nei dintorni della Piramide Carducci e qui visitiamo numerosissime trincee e gallerie scavate durante la 1^ Guerra Mondiale (foto 4, 5 e 6). 
Fin qua si trovano le postazioni dell'esercito Italiano ora attraverso la Forcella dei Castrati proseguimo per il Monte Piano dove troveremo le postazione dell'esercito Austriaco (foto 7). Anche qui ci sono numerosissime trincee e gallerie che vale la pena di visitarle. Ci spostiamo poi verso la Croce di Dobbiaco dove ci fermiamo ad ammirare il panorama (foto 8). Da qui si vede benissimo in lontananza il confine Austriaco, il Lago di Landro e il sentiero dei Pionieri che parte proprio dal lago e attraversa numerose postazioni e fortini austriaci. Giriamo a est per imboccare il tratto ferrato che ci riporterà alla Forcella dei Castrati fiancheggiando la montagna (foto 9). Questo tratto è abbastanza esposto e il sentiero non è dei più larghi quindi è molto meglio proseguire assicurati con il kit da ferrata. Anche su questo lato ci sono varie gallerie da visitare tra cui anche la guardia di Napoleone. In particolare c'è una galleria ancora allestita con rotaia e carrello, infatti questa entra all'interno della montagna dove potevano probabilmente caricare munizioni o altro nel carrello che attraverso la rotaia arrivava all'esterno (foto 10). Una volta alla Forcella dei Castrati il ritorno è come l'andata. 
Il giro si fa tranquillamente in 3,30 - 4 ore considerando di fare sosta per uno spuntino e visitando quasi tutte le postazioni di guerra. Aver preso la jeep vuol dire aver risparmiato ore di cammino da poter investire meglio nel fantastico museo di guerra all'aperto.

1 - Primo tratto attr.

2 - Secondo tratto Attr.


4 - Galleria

5 - Galleria

6 - Trincea

7 - Monte Piano

8 - Lago di Landro

9 - Sentiero Attr.

10 - Sentiero Attr.

Home Page