Trekking - Itinerario 27
04/11/2004
Sentiero Dino Buzzati - Pale di San Martino
di
Lucio Marchesan
E-Mail: cristianv@alfa.it

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da sinistra: Damiano e Lucio.

 

La Val Canali s’incunea, con direzione da sud-ovest a nord-est, tra le Pale di San Martino, a separarne le frange più meridionali. A chi vi s’addentrasse, pochi chilometri dopo Fiera di Primiero, a sinistra, sulla strada che conduce al Passo Cereda, sembrerà senz’altro di trovarsi nell’ambientazione più probabile del Paradiso Terrestre: prati verdi e ben curati, boschi lussureggianti a perdita d’occhio, e, a coronare il tutto, crode di roccia dolomitica della forma più pura.

Riavutici dall’incanto e parcheggiata l’auto ai Prati Fosne, verso le 9.00 c’ incamminiamo sul sentiero 747 che, seguendo sempre la linea di massima pendenza, conduce in circa 2 ore alle pendici rocciose del Cimerlo dove ha inizio la via ferrata. Indossiamo l’imbragatura beandoci del sole luminoso e della temperatura stranamente tiepida, inconsueta per il 4 di novembre.

 

Il percorso, non difficile tecnicamente, prosegue però sempre abbastanza ripido, sorprendendoci ad un certo punto quando la fune viene inghiottita da una fessura nella roccia. Ci infiliamo nel pertugio, ma uno zaino è troppo voluminoso e non passa. Lo togliamo e lo issiamo con i moschettoni in un punto dove le scalette all’interno del meato cambiano direzione e vanno su verticalmente: se ci sfuggisse lo vedremmo precipitare per  una trentina di metri senza possibilità di  recuperarlo. Sempre strusciando attraverso le pareti riusciamo finalmente a raggiungere l’esterno.

Le torri del Cimerlo si profilano verso nord, risaliamo alcuni prati d’alta quota, percorriamo ancora qualche tratto di fune e, alle 12.30, siamo sulla cresta del Cimerlo (circa 2500 mt), poco sotto la cima: di fronte a noi, verso nord, c’è la Cima della Stanga, dietro, le due torri della Cima della Madonna e del Sass Maor, verso nord-est il catino che ospita il lago Pradidali, dominato dalla Cima Canali.

Dopo una sosta di mezz’ora per il pranzo, ripartiamo.
La ferrata si getta giù in verticale, dentro due canalini dall’aspetto lunare, sospesa sul vuoto.
Attraversiamo una crestina fino a raggiungere il bivio con il Sentiero del Cacciatore, perdendo circa 200 mt di quota, per poi avventurarci su un sentiero ripido e infido, che in circa 20’ minuti ci conduce alla Cima della Stanga (2550 mt): ora la Cima della Madonna e il Sass Maor sono davvero gigantesche e incombenti, mentre, più sotto, il rif. Del Velo occhieggia su un pianoro petroso.
Torniamo al bivio e imbocchiamo il Sentiero del Cacciatore che ci condurrà fino in Val Pradidali.
Il Sentiero del Cacciatore è abbastanza semplice ma costringe continuamente  a fare molta attenzione perché è stretto, spesso rovinato e costeggia quasi sempre uno strapiombo; ogni tanto è presente qualche attrezzatura per superare i tratti più ripidi. Con discreto impegno, quindi, raggiungiamo la Val Pradidali e poi la Val Canali, da dove prendiamo una stradina forestale che ci conduce al parcheggio per le 17.30.

 

 


Compagni di viaggio

Un tratto lunare

Sulla ferrata

Sullo strapiombo

I monti della Val Canali

Sui canalini dopo il "Cimerlo"

Panorama su San Martino di Castrozza

Gli ultimi tratti attrezzati

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