Trekking - Itinerario 23
19/12/2003
Croda da Lago - Rif. Palmieri
(con racchette da neve)

di
Lucio Marchesan
E-Mail: cristianv@alfa.it

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da sinistra: Cristian Voltarel e Lucio Marchesan

 

Croda da Lago - Rif. Palmieri

Difficoltà: Facile
Punto di Partenza: Ponte Peziè de Parù
Dislivello: 550 mt
Lunghezza: 8,5 Km
Tempo: 5 ore comprese le pause
Note: Ottimo panorama dal Rifugio e lungo l'ultima parte del percorso

 

Poco dopo Pocol, dalla strada delle dolomiti, si stacca a sinistra, la provinciale per il Passo Giau.
Percorsi circa 3 Km,  giungiamo alla località Peziè de Parù. Qui parcheggiamo la macchina e calziamo le ciaspe: la temperatura è di –13 °C.
Alle 9.40 imbocchiamo la stradina (segnavia n° 434) che punta dritto verso i Ciadenes, propaggine settentrionale della Croda da Lago. Dopo circa 300 mt, siamo al ponte Peziè de Parù, che scavalca il rio Costeana. Il torrente si fa largo, sinuoso, tra l’abbraccio della neve, mentre sui lati, i rami degli alberi, appesantiti dalla candida coltre, si protendono, quasi a chinarsi al suo passaggio.
Il sentiero s’inerpica attraverso il bosco, alternando tratti abbastanza ripidi ad altri più riposanti.
Qualcuno ha aperto una traccia e questo rende il cammino più agevole. Verso E, le Cinque Torri, si ergono come le dita di una mano pietrificata, quasi nobili, nel loro isolamento.
Superato un dosso, siamo al Cason de Formin, dopo circa 1 h. Ci sediamo presso un baitello a bere e ad ammirare il piccolo pascolo; quindi ripartiamo.
Lasciato sulla destra il sentiero 435, che va ad incunearsi nella val de Formin, continuiamo sul 434, che si aggrappa, più stretto e con ripidi tornanti, all’erto colle che dobbiamo rimontare per guadagnare il pianoro della val Negra, che prelude al lago da Lago. Adesso la deambulazione si fa più faticosa perché il passaggio non è stato segnato da altri. Si sprofonda anche 1 mt  nei punti di accumulo della neve e per ben tre volte siamo costretti a  retrocedere per ritrovare il sentiero che si confondeva in quella distesa bianca. Ma, quando arriviamo sul piano, ci rendiamo conto che gli sforzi non sono stati compiuti invano, perché il panorama è veramente superbo. Ad E si distinguono la Ra Gusela, il Nuvolau col suo rifugio somigliante a un nido d’aquila, l’Averau, e poi, in senso orario, il gruppo del Lagazuoi col puntino rosso della cabina della funivia sospesa nel vuoto, le Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon  davanti alla quinta dell’imponente Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao e le Rocchette: insomma, tutte le montagne che hanno reso la conca di Cortina d’Ampezzo famosa nel mondo.
Camminiamo ancora una mezz’oretta verso S con lievi saliscendi, sotto un sole che abbaglia, finchè giungiamo sulla sponda del laghetto, simile ad una spiaggia bianca, incastonato sotto le svelte torrette della Croda da Lago. Arriviamo al rifugio Palmieri  calamitati dalla sagoma, in controluce, del Bec de Mezdì: sono le 12.40 e la temperatura è di 9 °C, altitudine 2046 mt.
Ci crogioliamo al sole per un’ora e poi ritorniamo a valle per la stessa via, ammaliati dalla grande parete sud della Tofana di Rozes che vieppiù s’infiamma sotto i raggi del sole calante.
La discesa è piacevole con tutta quella neve, ed arriviamo all’auto, felicemente, alle 15.40.

 


Durante il percorso

Cason de Formin

Cason de Formin

Val Negra

Val Negra

Rifugio Palmieri

Bivacco

Forcella Ambrizzola

Cristallo

Tofana

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