Trekking - Itinerario 21
28/10/2003
Rifugio Città di Carpi

di
Lucio Marchesan
E-Mail: cristianv@alfa.it

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da sinistra: Lucio Marchesan, Cristian Voltarel e Damiano

 

Rifugio Città di Carpi 2.100mt

Difficoltà: Facile
Punto di Partenza: Cason della Crosera
Dislivello: 1.000 mt circa
Lunghezza:  
Tempo: 5h senza pause
Note:  

 

Pochi chilometri dopo Auronzo di cadore, si stacca sulla destra una strada che percorre la Val Marzon. Giunti in località Cason della Crosera, parcheggiamo l’auto. Verso nord, si distingue nettamente il Rif. Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, mentre ad ovest si apre la Val d’Onge che ci accingiamo a risalire.
Alle 8.50 del mattino la temperatura ai 1.100 mt. del fondovalle è di –4°C , il cielo è blu, completamente sgombro dalle nuvole e i raggi del sole trafiggono i rami carichi di neve.
Tutt’intorno è bianco e silente.
C’incamminiamo su una mulattiera in mezzo al bosco e sembra di essere in un documentario sul Canada. Sul fianco, un torrente  prova gli ultimi scrosci, prima che i rigori dell’inverno lo cristallizzino.
La salita è dolce ed inizialmente in ombra, dove la Val d’Onge è più stretta. Dopo circa un’ora di cammino il vallone comincia ad allargarsi e il bosco si fa più rado. Siamo a circa 1750 mt..
Giungiamo al sole. La temperatura, che a 1400mt., era addirittura scesa a –8 °C, adesso si è intiepidita a +6. Verso est la mole della Croda dei Toni, illuminata dal sole, fa valere le sue proporzioni rispetto alle altre cime. Verso ovest, invece, si palesa la forcella Maraia, nei cui pressi sorge il rif. Città di Carpi.
Lo strato di neve si fa via via più spesso ed è di circa 40 cm. al rifugio, che raggiungiamo dopo 3 h di cammino, alle 11.50.
Verso ovest il panorama è mozzafiato, dopo la Val d’Ansiei, troviamo i gruppi delle Marmarole e del Sorapìss. Tra i due coacervi di rocce s’incunea la Val di S. Vito alla cui testata si eleva il monolito solitario della Torre dei Sabbioni.
All’inizio, su al rifugio, si sta proprio bene, il termometro, al sole, segna 23 °C, ma non passano 10 minuti che un’arietta birichina ci costringe ad indossare le giacche a vento.
Esploriamo i dintorni e, dopo un’oretta, discendiamo per lo stesso percorso. Siamo alla macchina in 2 h, alle 15.10.
La stanchezza viene lenita attorno ad una stube, sopra un vassoio di speck, innaffiato da buon vino rosso.  

 

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