Trekking - Itinerario 19 
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Via Ferrata dei "Sass Brusai"
( Monte Boccaor - Massiccio del GRappa )

di
Lucio Marchesan
E-Mail: cristianv@alfa.it

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Via ferrata dei "Sass brusai"

Difficoltà: Difficile
Punto di Partenza: San Liberale.
Dislivello:  
Lunghezza:  
Tempo: 5 h e 30 min.
Note: Il massiccio del Grappa non può rivaleggiare con la bellezza delle vette dolomitiche, ma la piacevolezza della via ferrata e i ricordi degli aspri combattimenti ivi tenutesi, ne fanno un'escursione veramente gratificante.

 

La mattinata è stupenda di quelle che sembrano fatte apposta per le escursioni in montagna.
La neve caduta la settimana precedente non ci consente giri a quote troppo elevate, così abbiamo ripiegato su una ferrata che giunge ai 1.532mt del Monte Boccaor, nel massiccio del Grappa, attraverso il sentiero attrezzato dei "Sass Brusai".
 
Lasciata l'auto nei pressi del rifugio S.Liberale, nella valle omonima, iniziamo il cammino su di una carrareccia in leggiera salita. Dopo una decina di minuti imbocchiamo il sentiero che risale le ripide gobbe boscose che conducono all'attacco della ferrata quasi sempre attraverso la linea di massima pendenza. Dopo circa 1 ora e con discreto impegno giungiamo in vista del primo tratto di fune. 
Ci rifocilliamo, riposandoci una mezz'oretta mentre verso sud si dispiega l'interminabile piana che si smarrisce all'orizzonyte in una sottile foschia. Il sole brucia, ci liberiamo dei pile e con la sola maglietta, indossiamo l'attrezzatura.  Subito saliamo in verticale ma con buoni appigli. Entriamo poi in un diedro che poi si restringe rendendo difficoltoso il proseguimento: superato il passaggio, ancora su in verticale, in opposizione, sul diedro che si allarga.
Attraversiamo un piccolo tratto di bosco e poi su ancora in verticale. La fune e i chiodi sono buoni e spesso dobbiamo far forza sulle braccia per salire, data la scarsità di appoggi.
Ancora un tratto di bosco e poi ancora su in verticale. Aggiriamo uno sperone e saliamo sulla sua sommità, ma ecco che c'è una frattura nella roccia, profonda una ventina di metri e larga un metro e mezzo circa. Ci concentriamo e passiamo dall'altra parte.
Ancora un paio di tratti ferrati intervallati da bosco e quindi... eccolo! E' un ponte di tipo tibetano. Issato tra due roccie lontane una quindicina di metri e sospeso su di una stradina a circa 20 metri. Bisogna salire la roccia e poi, con una certa difficoltà, aggirarla per giungere sul ponte. Poi, dondolanti, si arriva all'altro capo.
Ancora due tratti ferrati e poi, quando sembra tutto terminato, ecco il tratto più impegnativo: un muro privo di appoggi, alto poco meno di dieci metri, che ci separa dalla vetta. Lo superiamo con la sola forza delle braccia, tutto il peso sulla fune, e gli scarponi in aderenza sulla roccia, fino agli ultimi due metri, dove, due piccoli gradini ci aiutano ad issarci in cima.
Ancora pochi passi e siamo in vetta dopo 3 ore e 10 minuti di marcia dal parcheggio.
Verso nord fa bella mostra di se il Cima D'Asta con la punta imbiancata, mentre a nordest la lunghissima schiera delle Pale di S.Martino che chiude, come una quinta, il paesaggio.
Ci riposiamo un'oretta, orogiolandoci al sole caldissimo, poi scendiamo attraverso un sentiero che costeggia un trinceramento della prima guerra mondiale. L'odore della guerra si sente forte. Si vede benissimo il rifugio Bassano. Dietro immaginiamo il sacrario con le ossa di migliaia di persone che hanno combattuto tutto intorno.
Il pensiero volge a loro.
Ci immettiamo in un angusto vallone e in 2 ore e 15 minuti dalla cima del Monte Boccaor, siamo all'auto. Il massiccio del Grappa non può rivaleggiare con la bellezza delle vette dolomitiche, ma la piacevolezza della via ferrata e i ricordi degli aspri combattimenti ivi tenutesi, ne fanno un'escursione veramente gratificante.

 

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